Radersi è un rituale che milioni di uomini, ogni giorno, praticano. In particolare gli sportivi, in special modo quelli dei giorni nostri, “moderni”, alla moda, sempre con un look ordinato e mai fuori posto. Oggi come oggi ci sono mille modi per radersi, dai classici rasoi sino a quelli elettrici – che vanno oramai per la maggiore. I più affezionati utilizzano ancora le vecchie “lamette” da barba che, rinnovate anch’esse (anche se di poco), hanno sempre un fascino catalizzante.

Naturalmente quest’oggetto – nato dall’intuizione di un rappresentante di tappi, King Campbell Gillette – non è utilizzato unicamente per radersi ma anche per essere collezionato come capita per tanti altri cimeli che celebrano lo sport. L’interesse del collezionista si concentra più che sulla lametta vera e propria sulla busta che funge da involucro che deve essere conservata rigorosamente vuota per non essere danneggiata da processi di ossidazione.

Così, sfogliando tra le migliaia di bustine è facile imbattersi ancora nei più bei duelli ciclistici d’Italia come l’indimenticabile duo Fausto Coppi – Gino Bartali che per anni furono rivali nelle corse su due ruote; rivali anche “lamette” alla mano tanto che a produrle erano due aziende concorrenti che utilizzavano, per pubblicizzare i propri prodotti, i ritratti dei due corridori. Essere veloci su strade in pianura o su terribili salite stuzzicava le pubblicità delle aziende a paragonare quanto messo in atto dai campioni nostrani con i prodotti commercializzati tanto che la lametta Bartali era la “superveloce lama fuoriclasse” oppure del “campione fuoriclasse” mentre per Coppi si aveva una “lama del campionissimo”. Metafore che non erano invece utilizzate per gli altri sport che sono stati, negli anni, rappresentati sulle varie confezioni poste in commercio. La rarità degli oggetti dipende naturalmente da diversi fattori tra cui il principale, come in molti casi avviene quando si tratta di memorabilia, è rappresentato dallo stato di conservazione. Tra le più rare e ricercate per i tanti “lamettofili sportivi” vi è quella della A.S. Roma del 1942, anno in cui la squadra capitolina si aggiudicò il primo scudetto.

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